Dust & Storm

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“Il 14 Aprile 1935, noto come “la domenica nera”, si ebbe una delle peggiori tempeste nel Dust Bowl, che provocò danni estesi e trasformò il giorno in notte. Testimoni riportarono che in certi punti non si riusciva a vedere a due metri di distanza. Le tempeste che susseguirono, causate da decenni di tecniche agricole inappropriate e alla mancanza di rotazione delle culture, strapparono via dalla superficie del terreno dei campi del Dakota del Sud grandi quantità di terra polverosa. Le nuvole di polvere arrivarono fino a Chicago, dove lo sporco cadeva come neve”.

Era stata una lunga, folle corsa. Usciti vincitori dalla I Guerra mondiale e anche grazie al progresso portato dal conflitto, gli americani scoprirono le loro immense possibilità e finirono con l’ubricarsi di esse.
Francis Scott Fitzgerald fu il cantore di quella che chiamò l’Età del Jazz, l’età in cui i nuovi arrivati avrebbero sovvertito tutti i vecchi canoni alla ricerca di novità, successo ricchezza.
E, perfetto simbolo vivente di un’epoca, finì col morire povero e rovinato dall’alcool. Polvere e tempesta aspettavano coloro che cavalcavano gli Anni ruggenti spesso, troppo spesso, senza curarsi delle disparità che creavano.
Disparità fra uomini e disparità nel rapporto con la Natura. Il Sogno americano con la sua Luce finì col far dimenticare le sue Ombre. E queste tornarono con violenza nei “giorni Neri”.
Il martedì nero del 29 Ottobre 1929 quando la Borsa crollò e trascinò sulla strada patrimoni e sogni di milioni di persone.
E la domenica nera del 14 Aprile 1935 quando Polvere e Tempesta scossero territori su cui si stava espandendo il deserto a causa degli allevamenti intensivi e dell’assenza di rotazione.
Le Grandi pianure americane ne uscirono sfigurate e non piovve per 4 anni gettando nella disperazione milioni di persone.
In mezzo a queste tempeste c’era anche Woodrow Wilson Guthrie, noto come Woody Guthrie (Okemah, 14 luglio 1912 – New York, 3 ottobre 1967) che anni prima aveva iniziato a vagabondare, osservare e cantare attraversando l’Ascesa e il Crollo vicino agli ultimi.
Come lui a causa della crisi molti iniziarono a spostarsi per trovare di che vivere e vennero detti Hobos.
Fondendo il blues afroamericano, il folk anglosassone, i gospel, gli spirituals Woody Guthrie fu fra i primi a fare musica di informazione e protesta.
Blues parlati, canzoni politiche e per bambini, ballate, mo
lte delle quali sono conservate nella Biblioteca del Congresso americano.

E ancora poesie e prose fra cui la sua autobiografia “Bound for Glory” da cui è stato tratto il film Questa terra è la mia terra, titolo della sua canzone più conosciuta.
Woody Guthrie illuminò quel periodo da un altro punto di vista rispetto a Fitzgerald ma morì semidimenticato come lui, accompagnato da amici come Pete Seeger, dal figlio Arlo Guthrie e da un giovane che andava in ospedale a sottoporgli le sue canzoni. Un giovane che fece strada e divenne Bob Dylan.
Su di lui e su artisti quali Joan Baez, Bruce Springsteen, Joe Strummer e altri Woody ebbe grande influenza.

E’ in questi territori storici e musicali che si muove Dust&Storm, ultimo lavoro degli Airportman, che con chitarre acustiche, voci, vibrafoni trasporta in un toccante viaggio on the road come quelli che tanti hobos intrapresero in quegli anni.
Tragedia e speranza si mischiano come in una tempesta di polvere e di incertezza in cui, proprio come nella nostra epoca avvolta da crisi economiche, ambientali, spirituali, non è facile orientarsi ma in cui si intravedono delle luci, delle tracce di futuro.
Forse anche Woody Guthrie le intravide in quel giovane che andava a trovarlo con le sue canzoni. (Joker70)

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“Scrivo le cose che vedo, le cose che ho visto, le cose che spero di vedere, da qualche parte, in un posto lontano”

Woody Guthrie

Link:

http://www.hamelinprog.com/dust-storm-il-nuovo-album-degli-airportman/

http://www.airportman.com/

 

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